Sulla pasta brisée c’è poco da variare: la ricetta è talmente semplice e basilare che va eseguita così com’è, grammo più, grammo meno.
Io seguo, da sempre, l’originale del Carnacina, che riporto pari pari:
250 gr. di farina setacciata, 175 gr. di burro, 5 gr. di sale, l’acqua fredda necessaria.
Lavorare il burro con poca acqua per ammorbidirlo bene e impastarlo con la farina e col sale; dare due giri e 1/2 come per la pasta sfogliata (sarebbero le pieghe a libro).
Tutto qui. Si lascia riposare, si stende e si utilizza. Ma io qualche piccola modifica ogni tanto la faccio. Certo, non la chiamo più pasta brisée…
Si può sostituire parte della farina (non più di 50 gr.) con farina integrale o di segale, per una pasta brisée più rustica; con farina di riso o avena per averla più leggera; con farina di nocciole per preparazioni più originali; con farina di mandorle, pistacchio o cocco (max 30 gr.) e l’aggiunta di poco zucchero per ricette dolci.
Poi si può aromatizzare a volontà: pepe, paprika, curcuma, cannella, zenzero, buccia di agrumi grattugiata. Insomma, la pasta brisée vi sembrava banale? Non lo è affatto! Divertiamoci con le sue infinite varianti; poco alla volta vi posterò le mie, e mi piacerebbe conoscere le vostre.
Dalle torte rustiche alle tartellette, dai rotoli ai fagottini, dai cestini ai calzoni, le possibilità sono tantissime.
Volete un’altra dritta? Provate ad utilizzare un po’ di esubero di LiCoLi! Renderà l’impasto più leggero.
Per la cottura la temperatura va impostata a 200°. Fate attenzione, quando iniziano a scurirsi i bordi è già pronta.
Bella l’idea (con tanto di proporzioni) di sostituire la farina bianca con frutta secca o altre farine!
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Grazie Pasticcia! Le possibilità sono infinite. Ultimamente ho provato la versione salata con un 5% di farina di canapa ed è… ovviamente, da “sballo”! 😀
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