Voglia ‘e turnà

voglia 'e turnà

‘A voglia ‘e turnà è quella che ti prende, inesorabilmente ed inguaribilmente, dopo una gita a Napoli.

E’ anche il titolo di una meravigliosa canzone di Teresa De Sio (CLICCA PER ASCOLTARE), poetica interprete dalla voce melodiosa.

E’ anche il desiderio insopprimibile di rivivere una kermesse di tre giorni pazzesca, frenetica, divertente, esilarante, commovente, come quella che si è svolta in occasione del raduno dell’MTChallenge, la sfida più folle del web.

Il raduno è iniziato il 13 gennaio, con l’arrivo alla spicciolata di una settantina di partecipanti da tutta Italia e con tutti i mezzi, con sacche e borse stracolme di caccavelle per l’asta benefica del 15. Continua a leggere “Voglia ‘e turnà”

I consigli per stare leggeri arrivano da LIBRICETTE.eu

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I consigli per nutrirsi in maniera leggera e sana, senza rinunciare al sorriso ed al gusto, arrivano da Libricette. eu, che è la prima libreria online dedicata agli e-book di cucina, creata dalla food blogger torinese Paola Uberti.

Dopo il grande successo degli e-book di ricette e cultura “CASTAGNA – DAL BOSCO ALLA CUCINA”, che ha declinato questo frutto in decine di modi, e “PIATTI DELLE FESTE PER TUTTI”, che ha proposto idee per creare menù natalizi adatti a tutte le esigenze o restrizioni alimentari, oggi tocca alla cucina sana e al buonumore.

Sì, perché “cibo salutare” non per forza significa “cibo mortificante”. LIBRICETTE. eu lo sa e ci regala i consigli e tante ricette piene di colore e gusto per il benessere del corpo.

Continua a leggere “I consigli per stare leggeri arrivano da LIBRICETTE.eu”

vade… ” DIETRO LA LASAGNA ” – Il nuovo libro dell’MTChallenge con la mia ricetta

 
 ” Dietro la lasagna ” è il titolo del nuovissimo libro dell’MTChallenge che esce oggi in libreria.
 La casa editrice è Gribaudo (Gruppo Feltrinelli), ed il libro raccoglie le ricette dei partecipanti all’MTChallenge, la sfida gastronomica più famosa e longeva del web, con i testi di Alessandra Gennaro, le foto di Paolo Picciotto, illustrazioni e styling di Mai Esteve.
Come per i precedenti successi: “L’ora del paté“, “Dolci regali” “Torte salate” e “Insalata da Tiffany“, il ricavato del libro andrà alla “Piazza del Mestieri“.

 Nel libro ” Dietro la lasagna ” cosa troverete?

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Superfluo dirlo: troverete le migliori, le più corrette, le più gustose, le più fantasiose ricette di lasagne, ma non solo: un’infinità di modi per preparare paste al forno di tutti i tipi e formati, in  piatti di sicura riuscita (compreso il mio… piccolo momento di autocelebrazione).
Il libro si può trovare nelle migliori librerie, oppure potete ordinarlo online su Amazon o sul sito della Feltrinelli.
 160 pagine di puro godimento, con bellissime foto ed illustrazioni sbalorditive.
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Natale si avvicina, questo libro sarà sicuramente un regalo graditissimo per amici e parenti ed inoltre farete anche un’opera di bene aiutando i ragazzi della Piazza dei Mestieri.
Che aspettate? Accattativillo!!!

Sonia Peronaci e la sua metà calabrese

Sonia Peronaci è esattamente come le sue ricette: semplice e genuina.

Ti accoglie con un sorriso aperto e cordiale, firma autografi e risponde alle domande senza il minimo segno di stanchezza, o di noia. Trasmette serenità e gioia per il suo lavoro. Ed è di una disponibilità infinita.

Così, in occasione della presentazione del suo ultimo libro, “La mia cucina”, mi ritrovo ad intervistarla nel suo hotel, a tu per tu. Solo perché le ho chiesto se aveva dieci minuti da dedicarmi. Quanti altri personaggi della sua fama avrebbero risposto “perché no, chiamami e ci mettiamo d’accordo”? Ma lei non è “un personaggio”. Lei è Sonia. E poi, è per metà calabrese, e questo la dice lunga…

 

Sonia Peronaci, fondatrice di Giallo Zafferano, il conosciuto sito di ricette.

  • Sonia, hai portato alla notorietà Giallo Zafferano grazie alle tue ricette e videoricette, che hanno insegnato a cucinare a sposine impreparate, single inesperti, casalinghe disperate. Come hai fatto ad arrivare al cuore di tanta gente?
  • Ho sempre amato il contatto con la gente: ho lavorato nei locali pubblici dei miei genitori, nei villaggi turistici, e anche nel noiosissimo periodo in cui ho lavorato commercialista, ero comunque sempre a contatto con la clientela. E’ il mio carattere tutto calabrese, ereditato da mio padre, originario della provincia di Catanzaro.
  • Tu hai un legame molto forte con la nostra regione. Cosa ti è rimasto delle tradizioni calabresi?
  • Guarda, ho un legame talmente forte che per essere oggi qui non mi sono fatta fermare nemmeno dallo sciopero aereo: ho preso tre treni di corsa, con tempi strettissimi, pur di tornare finalmente in Calabria. Sono molto legata a questa terra. Per dire: la pasta al forno con le polpettine in casa mia si fa una domenica si e l’altra… pure.
  • A proposito di cucina di casa tua: dopo giornate trascorse tra i fornelli, hai ancora voglia di cucinare, quando torni a casa?
  • Assolutamente si, la cucina non è solo il mio lavoro, ma anche il mio divertimento e il mio sfogo: se sono nervosa o preoccupata, impasto. Gli impasti sono la mia passione e concentrarmi sulle dosi ed i procedimenti mi libera la mente da altri pensieri.

Sonia ride, e la sua risata è cristallina, spontanea e contagiosa. Nonostante le lunghe ore di viaggio, sprizza energia e vitalità e non mostra segni di stanchezza.

 

La nuova Sonia a colori: non solo Giallo

  • Da dove ti viene tutta questa vitalità?
  • Dal fare qualcosa che mi piace, come mi piace. Dopo avere fondato Giallo Zafferano ed avere dedicato tanti anni alla sua crescita, ho deciso che era il momento di cambiare. C’erano tanti altri “colori” da conoscere e sperimentare, e volevo farlo a modo mio, senza alcun tipo di limitazione. Ho rinnovato la mia immagine, la veste editoriale dei miei libri e anche il mio sito SoniaPeronaci.it rispecchia questa mia nuova immagine.
  • Effettivamente il tuo libro ha un look inedito, molto curato nei minimi particolari ed è curiosamente diviso non per argomenti, come ci si aspetterebbe da un ricettario, bensì per momenti conviviali. Come mai questa scelta?
  • Come sempre, la mia fonte di ispirazione sono le persone che mi seguono, mi scrivono e mi pongono quesiti. Difficile che chiedano: cosa posso preparare a pranzo? E’ più facile che dicano: vengono gli amici di mio marito a vedere la partita, cosa posso preparare? Così ho pensato a ricette adatte a varie occasioni, invece dei classici colazione, pranzo e cena.

 

  • Ci sono molte ricette dedicate agli intolleranti.
  • Si, io stessa mi sono scoperta intollerante a glutine e lattosio e so che è un problema molto diffuso, che merita sempre più attenzione. Ho voluto dimostrare che si può mangiare in modo gustoso e con poche rinunce anche se si soffre di qualche disturbo.
  • Si parla sempre più spesso di gastronomia: dalle trasmissioni televisive ai blog di cucina, dai libri alle riviste è tutto un fiorire di consigli e ricette non sempre corretti e a volte anche nocivi. Credi che le persone siano in grado di capire chi ascoltare e chi no?
  • Sicuramente si. Io penso che per quanto riguarda l’alimentazione è importante diffonderne il più possibile la cultura. Bene, o male, purché se ne parli. Gli utenti operano delle scelte ben precise e competenti: alla lunga rimarranno solo “i buoni”, come succede per i ristoranti: anche la persona meno preparata in materia si accorge subito se si mangia bene o male. Quanti ristoratori improvvisati sono stati costretti a chiudere?
  • Siamo passati dalle tradizioni trasmesse a voce dalle nonne ai foglietti volanti e ai ricettari delle mamme; dai forum ai blog e alle videoricette. Tu sei sempre stata un passo avanti, hai precorso i tempi. Cosa c’è secondo te nel futuro della food communication?
  • Spero che ci sia un ritorno alle origini. Sai, quando si va troppo avanti, ad un certo punto si perde un po’ la strada e c’è la necessità di tornare sui propri passi per riscoprire ciò che si è lasciato indietro. Io mi auguro che ci sia la riscoperta delle tradizioni sane e genuine, dell’alimentazione più naturale, non troppo raffinata e industrializzata. Io ho vissuto la mia infanzia tra pane fatto in casa e conserva di pomodoro prodotta a quintali per tutto il vicinato. Ecco, queste sono le cose da riscoprire e che cerco di trasmettere anche alle mie figlie. Ho un ricordo bellissimo e ancora oggi molto vivo dei profumi della cucina, dei fornelli accesi, del pane in lievitazione: vorrei che anche loro avessero ricordi simili.
  • Le tue figlie ti seguono nella tua avventura?
  • La più grande lavora con me da sempre, è la mia memoria storica. La seconda è una viaggiatrice e la terza un’artista, ma tutte e tre hanno grandi capacità e fantasia in cucina. Sono molto brave e sono davvero orgogliosa di loro.
  • Hai appena condotto una trasmissione televisiva su Rete 4, hai pubblicato questo libro e curi il tuo sito: soniaperonaci.it Cos’altro bolle nella pentola di Sonia Peronaci?
  • Ancora televisione, tanto contatto diretto con il pubblico affettuoso che mi segue, e sicuramente un altro libro.
  • A proposito di libri: qual è un libro che vorresti avere scritto tu?
  • La saga di Harry Potter, sicuramente. Ma sai quanto avrei guadagnato?

E ride, ride, ride. Sprizza gioia e allegria questa donna, si vede che è contenta di quello che fa.

 

Non sono una chef e ammiro Cannavacciuolo

  • C’è uno chef che ammiri particolarmente?
  • Ultimamente, Antonino Cannavacciuolo. Segue molto la tradizione aggiungendo tocchi di originalità da grande artista. Lo trovo bravissimo.
  • E tu che tipo di chef sei?
  • Io non sono una chef! Mi definiscono foodblogger, ma in realtà non ho mai avuto un mio blog di cucina. Mi piace molto cambiare, sperimentare, scoprire cose nuove. Mi sto appassionando alla cucina thailandese, è favolosa.
  • Non sei una chef, non sei una foodblogger, sei una scrittrice, ma non solo, conduci trasmissioni televisive. Come possiamo definire la nuova Sonia Peronaci a colori?
  • Mmmmmmmhhh…. cuoca mediatica?
  • Della serie: le nuove professioni del futuro. Tanto per non smentirti, hai inventato qualcosa di nuovo.

E’ talmente piacevole parlare con Sonia Peronaci che non vorremmo più farla andare via. La troupe de “l’A.L.Ma. eventi” che ha realizzato le videoriprese è affascinata dalla sua personalità.

>>>>>>QUI LA VIDEOINTERVISTA<<<<<<

Ci abbracciamo, ci scambiamo baci e bigliettini, promesse di rivederci e di fare altre cose insieme. E una cosa è certa: se ha promesso, Sonia manterrà. A costo di sciropparsi un viaggio allucinante da Milano a Cosenza!

Grazie, Sonia.

Arte e cibo: pane e vino per le ultime cene.

L’arte e il cibo: un argomento difficile e complesso, ricco di sfaccettature ed interpretazioni.

Strettamente legati tra di loro: in fondo l’arte è rappresentazione di vita, e quale simbologia è attinente alla vita più del cibo?

Il cibo nell’arte è il tema del giorno, sul calendario del cibo italiano di AIFB.

 

L’Ambasciatrice è Maria Teresa Cutrone ed io mi sono talmente appassionata all’argomento, nonostante la mia scarsissima conoscenza artistica, da voler contribuire con qualche riga su uno dei soggetti più ritratti nei grandi dipinti, in tutti i tempi: l’Ultima Cena.

Ovviamente immancabili, in queste raffigurazioni, il pane ed il vino, citati da tutti e quattro gli Evangelisti, mentre non si ha notizia di quali altri piatti fossero serviti nell’occasione.

In accordo alle usanze della Pasqua ebraica, in alcuni dipinti è raffigurato l’agnello, come nella sontuosa mensa dipinta dal Tintoretto e conservata a Venezia, in San Giorgio Maggiore. Oltre ai già citati alimenti, compaiono anche frutta, minestra di verdura, manna. L’agnello si ritrova anche nelle opere dei meno noti fratelli Cantagallina e Jacopo Bassano.

Jacopo Bassano
Jacopo Bassano
Fratelli Cantagallina
Fratelli Cantagallina
Tintoretto
Tintoretto

In altre occasioni l’agnello è sostituito dal pesce, vuoi perché il quadro è commissionato da un convento domenicano, come nel caso dell’Ultima Cena di Leonardo presente in Santa Maria delle Grazie a Milano, per cui il pesce, alimento penitenziale, è più consono alla dottrina; vuoi per la simbologia che accomuna da sempre il Figlio di Dio al pesce.

Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci

Due grossi pesci sono in primo piano nel bellissimo mosaico in Sant’Apollinare Nuovo, a Ravenna e pesce viene servito alla tavola dipinta da Daniele Crespi.

Daniele Crespi
Daniele Crespi
Mosaico di Sant'Apollinare
Mosaico di Sant’Apollinare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma, tornando ai temi fondamentali di questo articolo un po’ fuori dai miei soliti schemi, vorrei rientrare in una forma di arte che mi è più familiare, ossia la cucina. Per cui propongo una ricetta che mi sembra calzi a pennello in questa giornata: il pane al vino. Per prepararlo ho preso ispirazione, con qualche modifica, dal Beaujolais Bread di Lionel Vatinet, dal suo libro “A passion for bread”.

Ingredienti:

  • 355 g di farina 0
  • 150 g di lievito madre rinfrescato e attivo, idratato al 50%
  • 35 g di semi di lino
  • 7 g di sale
  • 20 g di malto d’orzo
  • 320 g di vino Cirò rosso
  • 1 cucchiaino di rosmarino tritato finemente

La ricetta originale prevedeva l’uso di lievito di birra, di vino Beaujolais (un po’ troppo costoso) e l’aggiunta di salame a pezzetti, chi io ho omesso.

Procedimento:

Sciogliere il lievito madre in metà vino, unendo il malto d’orzo.

Riunire in una ciotola la farina con il sale e i semi di lino, poi aggiungere il lievito madre sciolto e, poco alla volta, il resto del vino.

Potrebbe non essere necessario utilizzare tutto il vino: il composto deve comunque risultare molto morbido, e leggermente appiccicoso.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo per dieci minuti almeno, formando pieghe del primo tipo (si prendono i lembi esterni dell’impasto e si ripiegano verso il centro) aiutandovi all’inizio con un tarocco.

Non aggiungete farina.

Raccogliere l’impasto a palla e metterlo a lievitare coperto in un posto tiepido (l’ideale è il forno con la lucina accesa).

Lasciare riposare per un’ora, poi ripetere le pieghe e rimettere a lievitare per un’altra ora.

Ripetere una terza volta il procedimento e lasciare lievitare per altre due ore.

Stendere l’impasto, cospargerlo con il rosmarino, avvolgerlo più volte per amalgamare bene il tutto, poi stenderlo nuovamente e ricavarne il numero di pezzi desiderato. Potete farne palline da assemblare tipo Danubio, oppure pagnotte e filoni più grossi, da affettare.

Lasciate nuovamente riposare i pezzi formati per un’ora e mezza, poi cuocete a 200° per mezz’ora circa, i primi dieci minuti nella parte bassa del forno, con una teglia sistemata sul ripiano superiore, a fare da barriera, poi togliete la teglia e spostate il pane nel ripiano superiore. Ovviamente dipende dalla resa del forno e dalla grandezza delle pezzature.

Pane al vino (1)

Stoccafisso e baccalà, una settimana dedicata

Stoccafisso e baccalà, due diversi metodi di conservazione per uno stesso pesce.

Il Calendario del cibo italiano di AIFB dedica questa settimana a questi due prodotti che, sebbene non siano italiani come origine e produzione, sono entrati a fare parte a tutti gli effetti della nostra tradizione gastronomica.

Ho il graditissimo incarico di fare da ambasciatrice a queste squisitezze e ho cercato di sintetizzarne storia e particolarità, ma avrei potuto riempire libri e libri sull’argomento.

Tra l’altro, di alcune particolarità del baccalà ho avuto modo di parlare anche su RadioRai1, nel corso di questa trasmissione: Mary Pop del 24/12

Stoccafisso e baccalà si prestano ad innumerevoli ricette, dagli antipasti ai fingerfood, caldi o freddi, passando per primi e secondi.

Sono presenti in tutte le regioni d’Italia e ogni zona ha una sua particolare preparazione.

Sono legati a leggende e tradizioni e hanno radici storiche di tutto rispetto.

Per saperne di più e leggere anche i preziosi contributi dei miei colleghi sull’argomento, vi invito a leggere l’articolo pubblicato QUI.

Di seguito vi segnale invece alcune delle ricette che ho realizzato con questi prodotti, sperando che siano di vostro gradimento:

Torta salata con baccalà mantecato

Insalata di baccalà

Tubicini al baccalà

Baccalà in umido con patate

Qui sotto trovate invece i link ai bellissimi articoli dei contributors:

http://saporiedissaporifood.blogspot.it/2016/05/a-bassa-temperatuta-e-meglio.html Erica Zampieri

http://www.lericettediluci.com/2016/05/23/genovese-di-baccala/ Lucia Melchiorre

http://unpezzodellamiamaremma.com/ceci-e-baccala-con-pici-su-crema-di-ceci/ Tamara Giorgetti

http://unpezzodellamiamaremma.com/baccala-un-po-alla-livornese-e-un-po-di-casa-mia/ Tamara Giorgetti

http://www.thekitchentalesofwally.it/torretta-di-baccala-e-patate.php Walter Zanirato

http://corradot.blogspot.it/2016/05/tortelli-di-baccala-e-ricotta-al.html Corrado Tumminelli

http://corradot.blogspot.it/2016/05/bocconcini-di-baccala-su-squacquerone.html Corrado Tumminelli

http://alterkitchen.it/2016/05/27/baccala-e-peperoni-alla-napoletana/ Giulia Robert

http://lamascaincucina.it/lo-stoccafisso-nella-tradizione-genovese/ Silvia Leoncini

http://www.quattropassincucina.it/baccala-mantecato-un-cicheto-veneziano/ Sonia Nieri Turini

http://www.tagliapietrasrl.com/blog/ricette/ricetta-polpette-di-baccala-fritto/ Tagliapietra Srl

http://paradisoalloyogurt.blogspot.it/2013/03/polpettine-di-baccala-al-pomodoro.html Claudia Varriale

http://paradisoalloyogurt.blogspot.it/2015/01/baccala-dorato-con-olive-e-capperi.html Claudia Varriale

Rubina Rovini: una pappa tira l’altra

Rubina Rovini, concorrente della quinta edizione di MasterChef Italia, foodblogger, personal chef, docente di cucina, mamma di Vittorio.

A Rubina ho subito confessato di non avere mai provato grande interesse per MasterChef.

Però quest’anno un po’ l’ho seguito, a tempo perso e generalmente in replica. Al di là delle possibili critiche alla trasmissione, che evito accuratamente, Rubina è stata la concorrente che più mi ha colpito. In parte per la bravura dimostrata nelle varie prove, per la competenza in materia gastronomica, per la fantasia e l’inventiva. In parte, la maggior parte, direi, per il carattere. Non ha usato strategie, non ha fatto comunelle, è andata più o meno d’accordo con tutti, ha avuto più o meno da ridire con tutti, ma alla fine ha corso sempre da sola, come si conviene ai fuoriclasse.

Ecco perché mi è piaciuta ed ecco perché ho voluto conoscerla. Qui c’è tutto (o quasi… ) quello che mi ha raccontato.

  • Rubina Rovini: sembra un nome d’arte. Da dove deriva questo nome inusuale?
  • Quello che oggi sembrerebbe un nome d’arte è qualcosa che da piccola quasi mi creava disagio. E’ un nome di origini indiane, che mi hanno dato perché in casa abbiamo tutti nomi che iniziano per R. Da adolescenti, quando i cambiamenti fisici tendono a farci stare meglio in penombra, avere un nome così inconfondibile mi creava problemi, perché veniva spesso storpiato ed era riconducibile solo a me. Da adulta ho iniziato ad apprezzarlo.
  • Si è detto che hai abbandonato il tanto agognato “posto fisso” in banca per seguire le tue attitudini e le tue passioni. E’ vero? Qual è stata la spinta definitiva verso questa decisione?
  • Sì, ho abbandonato la banca dove lavoravo come responsabile ufficio titoli un paio di anni fa, prima di MasterChef. E’ stata una riflessione molto lunga, perché lasciare il certo per l’incerto fa sempre paura. Facevo quel lavoro perché era ciò per cui avevo studiato, i miei ambivano per me a quel tipo di carriera e, come spesso succede, i miei studi erano stati condizionati. Ho deciso di lasciarla definitivamente quando, guardandomi allo specchio ogni mattina, ho visto una persona triste.
  • Come hanno reagito i tuoi familiari?
  • Mi hanno appoggiato nella scelta, consapevoli che era rischiosa. Conoscono la mia determinazione quando decido di raggiungere un obiettivo. Ho iniziato a studiare di nuovo come un’adolescente, dandomi il tempo giusto per prepararmi adeguatamente.
  • Perché hai partecipato a MasterChef? Cosa ti aspettavi: notorietà, esperienza, contatti, visibilità?
  • Ho sempre seguito il programma e guardato con ammirazione il coraggio e il percorso dei concorrenti delle precedenti edizioni, dicendomi che sarebbe stato un sogno esserci. Le amiche mi spinsero ad inviare la candidatura, lo feci consapevole che non sarei stata mai chiamata ed invece…
  • Cosa hai ottenuto di ciò che ti aspettavi e cosa invece non ti aspettavi?
  • In realtà non mi aspettavo qualcosa in particolare… forse perché, ad ogni prova lavoravo dando tutta me stessa, come se fosse l’ultima. Ogni piccolo passo in avanti per me era un sogno che si stava realizzando.
  • Ti sei distinta tra i concorrenti di MasterChef perché non hai stretto alleanze, non hai dichiarato amori folli o antipatie estreme, ma hai condotto il tuo gioco individualmente con una strategia leale e chiara. Credi che questo ti abbia penalizzata?
  • Indubbiamente a MasterChef e nella vita non sono la persona più adatta a fare strategia, metto sempre troppo cuore in ciò che faccio e mi dimentico di difendermi, a volte. Sicuramente condurre il gioco come lo avete percepito è stato penalizzante, ma non sarei riuscita a fare diversamente, io sono così.
  • Cosa pensi dei quattro giudici, sono stati all’altezza del loro ruolo? Esprimi un tuo giudizio individuale su ognuno di loro.
  • Per me, il loro giudizio è sempre stato insindacabile, motivo per cui non ho neanche mai lontanamente pensato di valutare il peso delle loro critiche o pensare a farmi le mie ragioni. Per me era già un incanto vedere loro che assaggiavano i miei piatti, ascoltare i loro giudizi, anche aspri a volte, è sempre stato motivo di crescita. Singolarmente? Beh, Cannavacciuolo è cuore, un grande chef e un grande uomo. Il suo lato umano si percepisce così tanto che riesce ad essere sempre di grande insegnamento, sia professionale che personale. Cracco un uomo imperturbabile, dallo sguardo magnetico. Incrociare i suoi occhi al momento dell’assaggio era sempre un momento difficile per me. Barbieri è un tecnico, pretende moltissimo ma sa anche apprezzare le persone che ascoltano e lavorano duro e a testa bassa. Bastianich un grandissimo imprenditore della ristorazione, lui non vede solo un buon piatto, lui vede oltre.

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  • Rubina, quali sono state le conseguenze, positive e negative, della tua partecipazione?
  • Solo risvolti positivi, assolutamente. La mia vita è cambiata moltissimo e, dal punto di vista professionale e personale, mista dando tantissime gioie. Avere avuto il sostegno di decine di migliaia di persone è stata la più grande vittoria. E’ stato fantastico come così tante persone abbiano saputo apprezzarmi personalmente e professionalmente, in così pochi minuti di messa in onda alla settimana.
  • Cosa farai adesso, oltre a coccolare il tuo dolcissimo Vittorio, appena nato?
  • Da quando sono tornata a casa ho iniziato a lavorare, incinta. Ho lavorato fino alla settimana prima del parto ed ora, con il piccolo Vittorio di appena 10 giorni, sto facendo lo stesso. E’ un treno che ho inseguito tutta la vita, Vittorio sarà il mio più fidato e amorevole compagno di viaggio.

VittoriOK

  • Raccontaci la tua ricetta meglio riuscita, così i lettori potranno provare a replicarla.
  • A MasterChef ho amato “Ricordo di un Bolero”, una crema di cime di rapa al cumino con crostacei e molluschi saltati al lardo di Colonnata, gocce di pecorino Toscano e crumble di taralli al finocchietto. Un piatto dai sapori forti, che mixa le mie tradizioni toscane e pugliesi, con i miei numerosi viaggi, in cui ho imparato a conoscere ed utilizzare le spezie.
  • Quali sono i tuoi programmi attuali?
  • Attualmente sto collaborando con molte realtà. Mi occupo di docenze presso Scuola Tessieri, Ponsacco (PI), proprio oggi è uscito un articolo su Vanity Fair che ne parla. Inoltre collaboro con Fuudly e Ricetta.it, per i quali sviluppo e registro video ricette e video lezioni. Mi occupo di eventi privati come Personal Chef e nei ristoranti, come chef ospite. Ogni giorno cerco nuovi spunti, studio e sperimento, per crescere e proporre sempre nuove idee che sposino tradizione ed innovazione. 

Tessieri

Non possiamo che invidiare il piccolo Vittorio, pensando alle squisite pappe che gli preparerà la sua brava mamma.

E Rubina, per non farmi soffrire troppo, ha regalato una pappa anche a me: la sua personale ricetta della ben nota “pappa al pomodoro” che troverete a breve su questo blog. Stay tuned e grazie Rubina!!!