Pesto calabrese rosso. Ma anche no.

Perché si chiami pesto calabrese, visto che non si pesta nulla, francamente non so.

Al più, si trita, o si frulla. Ma dal momento che il Calendario del Cibo Italiano dedica una giornata alle cosiddette “salse pestate“, parliamo pure del pesto calabrese. Meglio ancora, gustiamolo.

Il pesto calabrese è tendenzialmente rosso, anzi, rosato per via della ricotta che sbiadisce il rosso di pomodoro e peperone.

Volendo, però, si può realizzare anche la versione gialla, oppure verde, cambiando qualità e colore di peperoni e pomodoro. Continua a leggere “Pesto calabrese rosso. Ma anche no.”

La frolla fa-bu-zu e il pompelmo rosa

la frolla fa

La frolla fa-bu-zu è una delle pochissime ricette che ricordo a memoria.

Sarà il motivo per cui, nonostante ne abbia provate ennemila, finisco per rifare sempre questa (sono pigra, confesso).

L’altro motivo è che mi piace: non troppo dolce, friabile, adatta a crostate e tartellette.

Era sul libricino delle ricette trascritte da mia madre (che non le ha mai sperimentate), insieme ad una crema pasticcera improponibile. Continua a leggere “La frolla fa-bu-zu e il pompelmo rosa”

Uva sciroppata alla grappa

uva

Uva. 6.154 varietà al mondo, 453 in Italia, che è al terzo posto (dati O.I.V.)

Io ne conoscerò una decina, a voler essere ottimisti. Bianca, nera, rossa, con chicchi lunghi e sodi oppure piccoli e tondi, dolci come quelli dell’uva fragola.

Quando ero piccina e trascorrevo le vacanze dalla nonna Neta, in Piemonte, ricordo che ogni tanto si andava a trovare la cugina Terzilla alla Cà Granda, nel vercellese.

Era un tipo di abitazione molto comune in quella zona: agglomerati di case di ringhiera che circondavano un cortile interno. Il cortile della Cà Granda aveva un muro interamente ricoperto di uva fragola (la Terzilla la chiamava “americana”) ed io ne facevo grandi scorpacciate mentre le due cugine ciacolavano. Continua a leggere “Uva sciroppata alla grappa”

Ficotto, il miele di fichi calabrese

ficotto

Il ficotto è un prodotto immancabile nelle dispense calabresi.

Si usa come ingrediente in molti dolci (come i mostaccioli), oppure per “ammelarne” altri (turdilli e pitte ‘mpigliate), o ancora per l’immancabile scirubbedda con la prima neve.

Più recentemente è entrato nell’uso comune in accompagnamento a carni e formaggi.

Ma cos’è esattamente? Continua a leggere “Ficotto, il miele di fichi calabrese”

E venne il giorno della passata di pomodoro

e venne

E venne il giorno della passata di pomodoro e fu festeggiato dal Calendario del Cibo Italiano.

Ma siamo sicuri sicuri che sia davvero una festa? Festa vuol dire divertimento, allegria, magari anche riposo.

Eppure, in agosto, proprio nel pieno delle sospirate vacanze, quando ci si vorrebbe dedicare esclusivamente al dolce far niente, un bel giorno arrivano le temute cassette di pomodoro… il sangue si gela nelle vene, nonostante i 40° all’ombra; la vista si appanna e le dita dei piedi si allungano verso la fuga (muovere anche il resto è impensabile, siamo a riposo). Continua a leggere “E venne il giorno della passata di pomodoro”

Confettura di sambuco alla grappa

La confettura di sambuco non è gradita a tutti, per il suo gusto lievemente acidulo.

A me piace molto perché non sono un’amante del dolce; per renderla piacevole anche ai miei ospiti, l’ho ingentilita con un tocco di vaniglia e ne ho esaltato il sapore con l’aggiunta finale della grappa.

Il risultato è stato davvero strepitoso. E’ tuttavia molto importante, per la perfetta riuscita e per non renderla davvero troppo aspra, scegliere le bacche di sambuco perfettamente mature. Continua a leggere “Confettura di sambuco alla grappa”

Hugo e io. L’inizio di un nuovo amore.

Hugo

Hugo, mio adorato, perchè non ti ho incontrato prima?

No, tranquilli, il Doc può dormire sonni tranquilli e passare senza problemi sotto le porte più basse.

Hugo non è un uomo, non è un profumo, non è un boss.

E’ un aperitivo.

E oggi che il Calendario del Cibo Italiano dedica un articolo proprio agli aperitivi, ho deciso di presentarvelo.

Ideato nel 2005 come alternativa allo spritz da Roland Gruber, barman di Naturno in provincia di Bolzano, l’Hugo originale comprendeva tra i suoi ingredienti lo sciroppo di melissa, in seguito sostituito dallo sciroppo di sambuco, più facilmente reperibile. Continua a leggere “Hugo e io. L’inizio di un nuovo amore.”

Sciroppo frizzante di fiori di sambuco

sciroppo di sambuco

“Sciroppo” è per me una di quelle parole particolarmente evocative.

Nel crutìn di mia nonna, che in dialetto andornese (Andorno Micca, provincia di Biella, patria di Pietro Micca e del ratafià) indica una piccola grotta, una cantinola, un ripostiglio, erano sempre presenti quei liquidi colorati che per me avevano un che di magico, mi facevano pensare a benefiche pozioni dai poteri inaspettati.

Bianchi, gialli, arancioni, rossi, verdi, azzurrini. Limpidi o lattiginosi, a volte con erbe e frutti annegati al loro interno, venivano usati con parsimonia, qualche goccia in un bicchierone d’acqua per dissetare, ma a volte anche per curare. Continua a leggere “Sciroppo frizzante di fiori di sambuco”