Erbe spontanee: come utilizzarle in cucina

Erbe spontanee

Le erbe spontanee sono un’inesauribile e sorprendente fonte di sapori, aromi e benefiche qualità nutrizionali.

Alcune sono molto comuni e semplici da riconoscere: il loro utilizzo è talmente frequente che ci sono familiari, ma spesso le acquistiamo già pronte e magari essiccate, perdendo così gran parte delle loro qualità.

E’ il caso della maggior parte delle erbe aromatiche. La menta, il rosmarino, l’origano, tanto per citarne alcune tra le più comuni, si trovano facilmente in natura e la differenza potrebbe davvero sorprendervi. Continua a leggere “Erbe spontanee: come utilizzarle in cucina”

Riciclo del cioccolato delle uova di Pasqua: torta veloce

riciclo

Il riciclo del cioccolato avanzato dalle uova di Pasqua è un problema che si ripropone, puntuale, ogni anno.

Ricevere in regalo un gigantesco uovo di cioccolato di Streglio, acquistato presso Corte Italiana di Rende, è un evento che ti rende felice… come una Pasqua, e mai detto fu più attinente e azzeccato.

Per quanto grande sia, è talmente buono da sparire in tempi molto brevi.

Il problema del riciclo si pone quando le uova sono troppe, soprattutto nelle famiglie con bambini. Ovviamente, si cerca di limitarne il consumo, con il risultato di ritrovarsi a distanza di tempo, con resti di cioccolato di tutti i gusti, spezzettato e nascosto qua e là. Continua a leggere “Riciclo del cioccolato delle uova di Pasqua: torta veloce”

Dado vegetale antispreco

Il dado vegetale si può fare in casa in tanti modi.

Ci sono alcune validissime ricette con il Bimby, ad esempio, o con altri sistemi, con precisa indicazione degli ingredienti e delle dosi.

I miei dadi da riciclo, invece, non sono mai uguali.

Intanto, non sono dadi. Ma li chiamo così perché ormai è nel gergo comune.

Non hanno due volte lo stesso sapore, perché seguono la stagionalità e… i miei menu.

Dato che odio gli sprechi, e sono sempre alla ricerca del modo di riciclare il più possibile, ogni volta che pulisco verdura, conservo gli scarti più commestibili. Continua a leggere “Dado vegetale antispreco”

Finocchietto selvatico: non si butta via niente – clorofilla, ghiacciolo ed altre amenità

Immergersi in un cespuglio di finocchietto selvatico è un’esperienza quasi mistica.

Ha un profumo intenso, che stordisce, ma nello stesso tempo è fresco ed inebriante.

Finocchietto selvatico

Già nel mese di maggio, quando è tutto verde di barbe e foglioline tenere, regala il suo aroma lungo le strade e nei giardini (si, qui in Calabria si trova ad ogni angolo: terra miracolosa, lo dico sempre).

Più avanti arrivano i gialli ombrellini di fiori, immancabili, dopo l’essiccatura al sole, nella pasta con il pesce, nelle melanzane sott’olio, addirittura nel bouquet aromatico con cui si “massaggiano” i prosciutti di Renzini (un segreto svelato durante il bellissimo blogtour dell’ottobre scorso).

E non dimentichiamo i gambi, gonfi di succo, e quelli che sembrano semi, ma in realtà sono i frutti, da mettere… praticamente dappertutto!

Volete scoprire gli usi di questa pianta meravigliosa? Oggi ve ne racconto qualcuno :

1) La clorofilla. Nel lontano 2006, avevo un blog di cucina, in comproprietà con un’amica pigra quanto me. Ragion per cui, il blog morì di inedia. Però avevo scritto qualche ricetta, e salvato alcuni esperimenti. Uno di questi era la clorofilla di spinaci.

Non mi piacque. Un po’ perché gli spinaci, diciamocelo, sanno di poco. Un po’ perché non ne vedevo l’utilità. Tutto quel lavoro per un cucchiaino di roba verde che poteva servire, al massimo, a colorare la pasta. Esperimento fallito ed accantonato.

Poi, ultimamente, ho visto tornare questa benedetta clorofilla in alcune preparazioni, come QUESTA , e mi è venuta voglia di riprovarci. Però, col finocchietto, che oltre al colore regala anche un profumo fantastico.

Ingredienti:

  • 300 gr. di barbe di finocchietto selvatico
  • 600 ml. di acqua ghiacciata
  • cubetti di ghiaccio

Frullate il finocchietto con l’acqua fredda, poi filtratelo.

Mettete il liquido ottenuto in un pentolino e portatelo a 65°.

A questo punto, vedrete formarsi una poltiglia verde in superficie.

Ponete un telo dentro un colino tenendolo sui cubetti di ghiaccio e filtrate. Quel cucchiaino di “alghe” verdi è la vostra clorofilla.

Clorofilla 2

Potete utilizzarla nell’impasto di torte salate, di pasta, di pane, o scioglierla in olio o acqua come condimento.

Continuo a pensare che non ne valga la pena, però è divertente.

2) Il sale aromatico. Avete ottenuto la vostra clorofilla? E tutto quel bel finocchietto che avete utilizzato? Mettetelo ad essiccare al sole, poi tritatelo finemente con un cucchiaio di sale grosso ed usatelo per condire sughi, pesce, arrosti.

Finocchietto al sale_1

3) I ghiaccioli. Per ottenere 300 gr. di barbe, avete tagliato via chissà quanti gambi: centrifugateli e mettete il succo nel contenitore per i cubetti di ghiaccio. Utilizzateli per rinfrescare un tè leggero, o un semplice bicchiere d’acqua. E’ dissetante, digestivo e anti-gonfiore.

4) Il pane. Dalla seconda filtratura vi è rimasto un bel po’ di liquido. Non gettatelo: utilizzatelo per impastare un pane particolarmente fresco ed aromatico, o una brisée, o una sfoglia di pasta da riempire con pesce.

5) Il liquore. Per il liquore si possono utilizzare tutte le parti della pianta. Gli ingredienti variano, a seconda del risultato desiderato: più o meno alcoolico, più o meno dolce. Io ho trovato un compromesso soddisfacente con questi ingredienti:

  • 300 gr. di finocchietto selvatico
  • 1 lt. di alcool alimentare a 95°
  • 750 gr. di zucchero
  • 1 lt. di acqua

Raccogliete il finocchietto subito dopo la fioritura, quando ha già anche i frutti.

Tritate tutte le parti della pianta e mettetele in una bottiglia con l’alcool, tenendola al buio per almeno un mese.

Preparate uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero e versatelo, bollente, nell’alcool con il finocchietto.

Filtrate il tutto un paio di volte con un telo sottile, di lino o cotone, o gli appositi filtri per alimenti.

Lasciate raffreddare, richiudete e servite freddo.

Che ne dite? Una piantina multitasking!

SoCook! e la cuoca irrequieta

Nella mia insaziabile sete di imparare, conoscere, crescere, migliorare, ho scelto di seguire anche un mini corso di poche ore da SoCook!, a Roma, accompagnata da mio figlio, altro grande patito di cucina.

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Mettiamo da parte il concetto generico di “scuola di cucina” come aula in cui si ha a che fare con uno chef professionista che il più delle volte se la tira, ti fa sentire fortemente incompetente (certo, lo sei, ma non è carino ribadirlo), ti bacchetta e ti rimprovera, e ti fa uscire dalla cucina con un forte senso di inadeguatezza ed un vorticoso calo di autostima. E magari hai firmato cambiali fino all’età pensionabile, per seguirlo.

SoCook! ti mette allegria già dall’esterno: una grande vetrata permette di vedere i tavoli di acciaio scintillante, le stoviglie immacolate, le attrezzature ben disposte e pronte all’uso.

Poi entri e trovi un ambientino accogliente, qualche tavolino messo in fila, l’affaccio sulla cucina, un paio di mobiletti e allegri decori che ti fanno pensare ad un bistrot parigino.

E poi c’è lei, Sabina Fiorentini: la chef, la maestra? Macché, un’amica da subito, cordiale e sorridente, che ti accoglie con un abbraccio e ti mette subito a tuo agio.

Niente supponenza, niente prosopopea: ti spiega tutto su polli, tacchini e faraone, ti insegna qualche trucchetto, ti svela qualche ricetta, ti dice “brava!” anche se al termine dell’autopsia il tuo petto di tacchino è pressoché sbriciolato. Ho imparato più in quattro ore con lei che in tutto il corso con nonsipuòdirechi.

Ma, soprattutto, mi sono divertita, tanto. E se in cucina non ci si diverte, che gusto c’è?

SoCook! è anche molto altro, non solo scuola di cucina. Vi invito a visitare il sito e, se siete a Roma, fateci una capatina. E per saperne di più, ecco cosa mi ha detto Sabina, la “cuoca irrequieta” che non sa ancora cosa farà da grande:

> Chi è Sabina Fiorentini?
Mi definirei una persona curiosa, irrequieta, sempre in cerca di nuovi stimoli. Lavorativamente parlando, sono stata e sono, in rigoroso ordine temporale, commercialista, traduttrice free lance, libraia, personal chef, titolare di una scuola di cucina.
> Cosa è SoCook?
E’ una scuola di cucina e non solo. so cook! è anche laboratorio, spazio eventi, enoteca e fra poco bistrot. Ho definito so cook! la mia isola che non c’è. Un sogno che si avvera, o meglio, lo strumento per iniziare ad avverare un sogno.
> Da cosa è nata la passione per la cucina?
Dall’infanzia e dai pomeriggi trascorsi in cucina con la mia nonna materna, cuoca straordinaria. Parlo spesso di lei, sul blog, e ora a lezione con gli studenti. L’altra sera c’è stata una standing ovation, ho proposto alcune sue ricette che hanno entusiasmato la classe. Una grande soddisfazione. Non è la prima volta che succede. Ormai nonna Gina è una garanzia. Mi chiedo cosa stia pensando da lassù. Non era una donna facile. Conoscendola, tanto clamore potrebbe infastidirla. Io però sono testona e continuo a celebrarne le doti culinarie.
> Sul sito di SoCook parli di un sogno realizzato: quindi per te questo è un punto di arrivo?
No assolutamente, so cook! è un punto di partenza. Come dicevo prima, so cook! è uno strumento per iniziare a realizzare quello che ho sognato finora.
> Quali difficoltà hai incontrato per realizzare il tuo progetto?
Miriadi di difficoltà burocratiche. Cavilli, regolamenti, ordinamenti, pratiche bloccate, tempo perso inutilmente, mesi di affitto pagati senza poter avviare l’attività. Un vero incubo che nel nostro paese impedisce il libero scorrere di tanta buona energia, di volontà e idee. Un vero peccato. Se non avessi avuto chi mi sosteneva, aiutava e supportava in questo percorso a ostacoli non ce l’avrei fatta.
> Ritieni che ci siano prospettive di crescita in questo campo?
Nel settore delle scuole di cucina? Non so. Roma, la città in cui vivo e lavoro, non è un mercato facile. Siamo alla saturazione secondo me. Bisogna ricavarsi una propria nicchia e perseguire la propria strada con determinazione e tenacia.
> Com’è il frequentatore tipo di SoCook?
La clientela di so cook! non è ancora ben definita, abbiamo aperto solo 4 mesi fa. Si sono iscritti molti liberi professionisti amanti della buona tavola e del sorriso. Sono arrivati i primi turisti. Allegri, entusiasti, curiosi.
> Quale è il settore di SoCook che ti soddisfa di più?
Per ora le lezioni di cucina sono l’aspetto che ho curato di più e che inizia a darmi soddisfazioni. Fra poco inizieremo con la somministrazione e i team building. Vedremo.
> Quale genere di cucina preferisci: tradizionale, innovativa, straniera, o…?
Tradizionale rivisitata in chiave innovativa e creativa. Adoro le contaminazioni.
> Cosa vuoi fare da grande?
Bella domanda. Sai che non lo so? Confesso di avere un altro sogno nel cassetto. Lo accarezzo di tanto in tanto e lo rimetto a posto. Se la vita mi concederà il lusso di provarci, non è escluso che prima o poi tenti anche questa carta. Ti ho detto che sono irrequieta….

 

Dolci regali – un dono maestoso

Quest’anno solo dolci regali.

Nel senso di doni zuccherati? Certo, ma anche nel senso di preparazioni zuccherine per regnanti, nobili, sovrani, aristocratici e quant’altro.
In fondo, un libro rimane sempre uno dei più bei regali che si possano fare. Questo, che è il terzo libro dell’MTChallenge, parla proprio di dolci preparati per personaggi iper blasonati, ed è bellissimo e molto interessante leggerne la storia ed i retroscena.

Un libro da regalare anche a chi non è particolarmente appassionato di cucina, perché è scritto bene, scorrevole, ed anche divertente. Non per nulla è curato, con la cultura e la maestria che la contraddistinguono, dall’amica Alessandra Gennaro (per avere un’ideuzza di ciò di cui è capace, visitate questo blog)

Insomma, il libro ve lo consiglio senza il minimo dubbio. Per regalarlo, ma anche per voi, perché sarà fonte di ispirazione a tutto tondo.

Lo trovate QUI: Dolci regali

 

Acquistando una copia di DOLCI REGALI, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.
 

 

Renzini e il tour “Vedi il Sapore”

Renzini, Alta Norcineria

già il nome basta a far capire di cosa si tratta. Le immagini sono ancora più esplicite. Parliamo di gusto, di gusto da vedere… sembra strano? Noi il gusto l’abbiamo “visto” in questi giorni, grazie al tour negli stabilimenti dell’azienda http://www.renzini.it

Un’accoglienza sbalorditiva, un trattamento principesco, una cordialità rara. Le stesse che riservano ai loro clienti, nei punti vendita e nel nuovissimo punto di ristoro di Montecastelli.

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E poi, durante le visite agli stabilimenti, io ed i colleghi dei blog La Masca in Cucina e Un Cuoco d’aMare, abbiamo constatato la cura e l’amore che tutti mettono nel loro lavoro, curando uno ad uno ogni prodotto, che viene lavorato a mano, rispettando rigorosamente le tradizioni.

Già al momento dell’arrivo presso il loro spaccio e punto di ristoro, siamo stati accolti da un buffet di benvenuto ricco di colori e profumi inebrianti, per passare poi al pranzo, con i piatti unici e raffinati del loro chef.

Il pomeriggio è trascorso con la visita allo stabilimento dei cotti, dove abbiamo potuto assistere alla preparazione di prosciutto, mortadella, porchetta, guidati da un pazientissimo responsabile che ci dato tutte le possibili informazioni ed ha risposto, con pazienza e competenza, a tutte le nostre domande; e vi assicuro che ne abbiamo fatte tante!

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Dalla porchetta, cotta per 10 ore nei forni, al Brace Norcino, rosolato dopo una prima cottura sottovuoto, abbiamo guardato, annusato e… salivato fino a sera, quando abbiamo finalmente dato soddisfazione alle voglie alimentari, con i magnifici taglieri di prodotti Renzini, accompagnati dai vini della cantina Albea di Alberobello, anch’essa di proprietà della famiglia e la conseguente cena, che si commenta da sé: date un’occhiata al menu!

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Poi, stanchi, ma soddisfatti, sistemazione nel lussuoso Borgo Palace Hotel

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Un’esperienza davvero fantastica, e questo è solo l’inizio…

Stay tuned! I

Pulire i carciofi – Tutorial con foto

pulire i carciofi

Come si fa a pulire i carciofi?

pulire i carciofi

E’ una domanda che mi è stata posta più volte. Forse, vedendoli così chiusi, compatti, pieni di foglie, a volte di spine, ci si chiede come possano trasformarsi in quegli spicchi così teneri e dolci. Bene, anche i carciofi hanno un cuore. Vediamo come arrivarci:

Per prima cosa, prima di pulire i carciofi, mettete i guanti: i carciofi ossidano a contatto con l’aria ed anneriscono, macchiando le mani.

Preparate una bacinella con dell’acqua ed un po’ di succo di limone: serve a contrastare l’ossidazione e mantenere il colore verde dei carciofi.

Tagliate la punta del carciofo all’incirca a metà.

Tagliate il gambo del carciofo e mettetelo da parte.

Asportate le foglie esterne fino ad arrivare alla parte più tenera e verde: il cuore, appunto.

Rifinite bene la parte inferiore, arrotondandola.

Aprite il carciofo a metà ed asportate la lanugine interna.

pulire i carciofi

Se volete farli ripieni, o alla romana, limitatevi ad allargare le foglie.

Tagliate ancora a metà e mettete gli spicchi ottenuti nella bacinella con acqua e limone.

Prendete ora il gambo ed asportate la parte terminale. Pulite e tagliate a tocchetti il resto. Unitelo agli spicchi nella bacinella.

Ecco come si fa a pulire i carciofi. Visto com’è semplice? Ora siete pronti per realizzare le vostre ricette!

Trovate le ricette sui carciofi anche sulla pagina Facebook: EatParadeBlog