Ièvuse. O comunque si chiamino.

Le ièvuse non sono una novità su questo blog. Ricche di vitamine, fibre, acido folico e sali minerali, ne esistono di diversi colori. In calabrese sono chiamate anche siècule, secre, e in altri modi altrettanti stravaganti.

Qualche ricetta con le ièvuse, che poi non sono altro che le bietole, la trovate Continua a leggere “Ièvuse. O comunque si chiamino.”

CAROTE AL MIELE di Ottolenghi

Carote al miele di Ottolenghi

Le carote al miele, per quanto io ami le ricette di Ottolenghi, mi lasciavano un attimo perplessa: non saranno troppo dolci, alla fine?

Non avevo calcolato la sua straordinaria capacità di “giocare” con aromi e spezie, per cui questa ricetta è talmente ben calibrata, da risultare semplicemente strepitosa.

E’ diventata una delle mie preferite, anche perché le carote mi piacciono da sempre, tanto che me le portavo a scuola e mentre gli altri bambini mangiavano panini e merendine, io rosicchiavo carote. Continua a leggere “CAROTE AL MIELE di Ottolenghi”

Corona di verdure al forno

ciambella di verdure

Questa corona di verdure al forno è stata spudoratamente copiata da qui:

per cui mi limiterò a suggerire di replicarla, con verdure di stagione e gli aromi che più vi piacciono, o qualche modifica personale (io, ad esempio, ho rivestito la teglia con foglie di verza appena scottate in acqua bollente).

E’ un’estate anomala, un’alternanza di sole e temporali, per cui troverete senz’altro un momento in cui accendere il forno non sarà una tortura. Ecco, in quel momento preparatevi questa corona di verdure che poi consumerete anche fredda. Continua a leggere “Corona di verdure al forno”

Cardi gratinati di Petronilla

cardi gratinati

Questi cardi gratinati sono stati preparati per la giornata del Calendario del cibo italiano dedicata alle intramontabili ricette di Petronilla.

Il procedimento è tratto da “I gustosi, svelti, economici desinaretti di Petronilla“, uno dei bellissimi libri di ricette scritte da Amalia Moretti Foggia (questo il suo vero nome) che agli inizi del ‘900 insegnava alle massaia come preparare piatti raffinati e gustosi ottimizzando le risorse a disposizione.

In questa preparazione si utilizzano i cardi selvatici, facili da trovare in primavera ed utilizzabili in svariati modi. Continua a leggere “Cardi gratinati di Petronilla”

Finocchi caramellati al formaggio di capra di Ottolenghi

I finocchi caramellati di Ottolenghi non perdo nemmeno tempo a descriverli: vanno assaggiati, e tanto basta.

Dopo, non riuscirete più a farne a meno.

La ricetta è sul suo libro “Plenty” e se non l’avete ancora compratelo, è una vera miniera di ricette, abbinamenti e sapori. Continua a leggere “Finocchi caramellati al formaggio di capra di Ottolenghi”

Sedano rapa, lenticchie e nocciole nell’insalata di Yotam Ottolenghi

sedano rapa

Sedano rapa, nocciole e lenticchie: quando ho letto questo abbinamento sul libro “Plenty” devo riconoscere che, nonostante il mio amore sfegatato per le ricette di Yotam Ottolenghi, ho avuto qualche perplessità.

Tre ingredienti buoni e gustosi, senza dubbio, ma l’insieme mi sembrava un tantino, come dire, asciutto.

Però di Ottolenghi mi fido ciecamente e anche questa volta non mi ha delusa. Continua a leggere “Sedano rapa, lenticchie e nocciole nell’insalata di Yotam Ottolenghi”

La mia salade Bernhardt per il Club del 27

la mia salade bernhardt

La mia salade Bernhardt segue la ricetta di  Patrizia Malomo tratta da Insalata da Tiffany, un libro dell’MTChallenge che non può mancare nelle librerie.

La salade Bernhardt è stata realizzata per il tema di maggio del Club del 27, un’altra delle nostre iniziative assolutamente folli e conseguentemente divertentissime, che ogni mese ripropone vecchie sfide dell’MTChallenge, in modo che ognuno di noi possa replicare i piatti che in quell’occasione sono sfuggiti.

In questo caso si parla di insalate e con i primi caldi e la prova costume a due passi, come non sfruttare l’occasione? Continua a leggere “La mia salade Bernhardt per il Club del 27”

Frittedda, vignarola, garmugia. La minestra povera e ricca.

frittedda

Frittedda, vignarola e garmugìa sono tre piatti sostanzialmente molto simili, ma interpretati in maniera totalmente diversa.

E’ la perfetta rappresentazione di come la stessa ricetta possa raffigurare le differenti realtà italiane dell’epoca.

Parliamo del XVII secolo: la garmugìa era un piatto destinato all’aristocrazia lucchese. Freschi e teneri germogli (pare che il nome “garmugìa” voglia dire proprio “germoglio“), arricchiti da carne macinata, pancetta e crostini di pane abbrustolito e irrorati di olio limpido e aromatico, venivano serviti in porcellane di pregio negli opulenti saloni dei palazzi nobiliari. Un piatto completo e saporito, piuttosto asciutto, servito anche tiepido come accompagnamento. Continua a leggere “Frittedda, vignarola, garmugia. La minestra povera e ricca.”