Trippa al pomodoro piccante sousvide

Trippa al pomodoro

La trippa è una di quelle preparazioni che dividono il pubblico in due nette fazioni: pro e contro.

Ha un gusto ed una consistenza molto particolari, per cui piace o non piace, senza vie di mezzo.

La trippa si ricava dalle quattro cavità dello stomaco del bovino e non, come spesso si crede, dall’intestino.

Il reticolo, dall’aspetto spugnoso,  e l’omaso dalla particolare composizione a foglietti (è noto, difatti, come “centopelli”) sono le parti più magre e le più utilizzate in cucina.

Contiene un 15% di proteine ed è, pertanto, molto nutriente, ma regala solo 90 calorie per ogni etto, per cui può essere consumata senza rimorso alcuno. Continua a leggere “Trippa al pomodoro piccante sousvide”

Brasato al barolo

Brasato al Barolo

Il brasato al barolo è una ricetta tipica piemontese che richiede una cottura lunga. Un tempo veniva effettuata “seppellendo” la pentola nelle braci e proprio da qui deriva il nome.

Oggi si usano strumenti più moderni e tecnologici, ma non vi nego che mi viene un po’ di magone, quando ricordo il gancio attaccato al caminetto di mia nonna, dove si appendeva la pentola, o l’angolo del potagé, dove c’era sempre qualcosa in lenta cottura. Continua a leggere “Brasato al barolo”

Panicielli di cedro: da un’oasi, con amore

Panicielli

Avrò avuto… boh, tre anni? So che andavo all’asilo, era il giorno della recita di Natale, io impersonavo la stella sulla punta dell’albero (!) che dall’alto osservava e raccontava ciò che succedeva. Però avevo poche battute e mi annoiavo, così quando uno dei “pacchetti regalo” andò in panico e si impappinò, io intervenni, recitando le sue battute e cambiando persino voce.  Ci presi talmente gusto che iniziai a recitare anche le battute di tutti gli altri, (visto che con il martellamento di neuroni minorili subito per tre mesi avevo imparato anche quelle) sovrapponendo la mia voce alla loro. Risultato finale: Continua a leggere “Panicielli di cedro: da un’oasi, con amore”

Foglie di cavolo gratinate e farcite con pollo

Foglie di cavolo farcite di pollo gratinate

Verza, ma anche cappuccio, cavolo nero, cavolo viola, cavolo cinese… purché abbiano delle belle foglie grandi e croccanti, vanno bene tutti per questi squisiti involtini.

Leggeri, ma saporiti, oltre che salutari.

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Apple butter – burro di mele e un ricordo d’infanzia

Apple butter

L’apple butter è stato il tormentone di qualche tempo fa.

Come spesso capita, ci sono ricette che periodicamente tornano in auge e vengono replicate ovunque.

Dato che io non sono immune da curiosità e che la ricetta mi ha intrigata, ho lasciato depositare il polverone e poi mi sono rimessa a cercare la ricetta più adatta a me e ai miei gusti.

Ho trovato ricette di oltre dieci anni fa, in tutte le possibili varianti: da “solo mele” e nemmeno una goccia d’acqua, alla versione super arricchita di spezie e aromi.

Cottura in tegame, al microonde, in slowcooker, o in istantpot.

Io ho scelto il microonde, e la ricetta che mi ha fatto ricordare la nonna Neta, le mie vacanze in un paesino del Piemonte nelle valli biellesi e le mele cotte con la cannella che accompagnavano le merende in compagnia dei miei cugini.

A dire il vero, io preferivo la michetta con l’acciughina e il burro di malga, ma questa è un’altra storia.

Questa è la ricetta che avevo salvato (chiedo venia, non ricordo chi ne fosse l’autore, spero si faccia avanti per rendergli il dovuto merito) e che ho ritirato fuori, dovendo smaltire un imprevedibilmente abbondante raccolto di mele e in previsione dei cestini regalo natalizi.

Apple butter – burro di mele

  • 1 kg. di mele Granny Smith
  • un bicchiere di succo di limone
  • due cucchiai di miele di castagno (o altro a piacere)
  • 50 g di zucchero di canna chiaro
  • un cucchiaino di cannella
  • un pezzetto di radice di zenzero
  • 2 fiori di anice stellato
  • 2 semi di cardamomo
  • 1 cucchiaio di succo di limone

Lavate e sbucciate le mele.

Apple butter

Togliete il torsolo e tagliatele a spicchi.

Apple butter

 

Mettete le mele, il succo di limone e un bicchiere di acqua in un recipiente adatto alla cottura in microonde e impostate 15 minuti alla massima potenza.

Frullate il tutto con un mixer ad immersione, o passate al setaccio fine.

Pestate leggermente i semi di cardamomo e chiudeteli in un sacchettino di garza con l’anice stellato.

Unite il sacchetto alle mele e a tutti gli altri ingredienti nel recipiente, poi sigillatelo con pellicola adatta al MO, bucherellandola con uno stuzzicadenti.

Fate cuocere per 30/40 minuti alla potenza massima, controllando dopo i primi 30 e aggiungendo, se necessario, altra acqua.

Alla fine l’apple butter dovrà avere una consistenza simile ad una confettura densa.

Invasettate e sterilizzate, ma non preoccupatevi della durata, tanto finirà molto in fretta.

Per conservarle l’apple butter più a lungo, o regalarlo per Natale, aumentate la dose di zucchero (250 g).

A piacere, potete aggiungere altre spezie e aromi: vaniglia, chiodi di garofano, noce moscata.

QUI il procedimento per sterilizzare i vasetti.

Giurgiulena, il croccante di sesamo

Giurgiulena

Nell’era della globalizzazione, la parola d’ordine è: multietnico.

In ogni settore sembra iniziata la gara a chi è più “inclusivo”, ogni città e nazione, ogni settore lavorativo e artistico, pubblica a manetta grafici e tabelle da cui si evincono le percentuali di multirazzialità, quasi fosse un qualcosa di speciale, di cui andare fieri, quando dovrebbe essere la normalità. Continua a leggere “Giurgiulena, il croccante di sesamo”

Cucina futurista: il pranzo di nozze e i funghi avvelenati

Pioppini trifolati per la cucina futurista

Saranno serviti allora dei funghi trifolati, pomposamente elogiati dal solito cacciatore maniaco: — «Li ho raccolti io stesso tutti, tra una pernice e una lepre, nei boschi pistoiesi inzuppati di pioggia. Sono funghi di ogni specie, eccettuata quella velenosa… A meno che la mia miopia mi abbia giuocato un brutto scherzo. Ad ogni modo sono così ben cucinati che vi consiglio di addentarli audacemente. Io non esito, pur temendone alcuni qui dentro assolutamente mortali». Scoppia naturalmente una gara eroica. — «Sono tanto buoni» — dice la sposa. — «Non hai paura, amore?» — «Li temo meno dei tuoi probabili tradimenti, brutto!» Allora, certo un po’ presto, si mette a urlare tenendosi la pancia il solito bellimbusto di tutti i pranzi di nozze. Farà finta di soffrire o realmente sarà torturato da dolori di origine misteriosa lontana o vicina?

E’ una delle più o meno improbabili ricette citate da Filippo Tommaso Marinetti nel suo libro “Cucina futurista“, per un pranzo di nozze. Continua a leggere “Cucina futurista: il pranzo di nozze e i funghi avvelenati”

Goulash in slow cooker

Goulash in slowcooker

Il goulash ha origine dalla cucina povera dei pastori nomadi ungheresi, i gulyàs, dai quali prese il nome.

La lunga cottura della carne e la successiva essiccazione al sole, rendevano il goulash un’ottima fonte di sostentamento per il lunghi periodi che i pastori trascorrevano in viaggio.

Sempre di origine ungherese è l’utilizzo della paprika, ovvero polvere di peperone essiccato, più o meno piccante, anche se in origine Continua a leggere “Goulash in slow cooker”