Vongole alla birra e zenzero

Vongole alla birra

VONGOLE ALLA BIRRA E ZENZERO CON PATATE AL FORNO

Per 4 persone

  • 2 kg di vongole
  • 1 kg di patate
  • 33 cl di birra bianca
  • 2 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cm di zenzero
  • 3 foglie di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3 rametti di timo
  • 30 g di burro
  • 4 cucchiai di olio d’oliva
  • qualche foglia di menta
  • sale pepe

Preriscaldate il forno a 180 ° C. Lavate e pelate le patate, tagliatele a spicchi.

Mettete le patate in una pirofila, cospargetele con 2 cucchiai di olio d’oliva, unite il burro a pezzi, distribuite il rosmarino, il timo e le foglie di alloro, sale e pepe. Infornate la pirofila per 1 ora circa mescolando di tanto in tanto il contenuto.

Durante questo tempo, spurgate le vongole in una ciotola piena di acqua salata, per almeno 1 ora.

Pelate e tritate gli scalogni, pelate e tritate l’aglio. Sbucciate lo zenzero e tritatelo. In una casseruola capiente rosolate il tutto con 2 cucchiai di olio d’oliva; dopo qualche minuto unite le vongole precedentemente scolate e la birra, coprite fino a quando i gusci non si saranno aperti: ci vorranno circa 5 minuti di cottura. Mescolate spesso in modo che si aprano in modo uniforme.

Servite subito le vongole con il loro fondo di cottura e le patate cosparse di foglioline di menta.

Vongole alla birra

Ricetta realizzata per “Keep Calm and what’s for dinner” tratta da “Saveurs” n. 272.

Scampi in tempura alla birra

Scampi in tempura

Si avvicina la fine dell’anno, cominciamo a pensare al menu per chi, prudentemente, deciderà di festeggiare in casa, con parenti e amici.

La gioia di stare insieme senza correre rischi compensa la fatica di cucinare. E poi presentare un piatto come questo, dai, è una soddisfazione!

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Alici fritte in pastella

Alici fritte in pastella

Alici fritte in pastella, le loro codine malefiche e una serata da incubo al pronto soccorso.

Il mio pesciarolo mi aveva chiamata: “signò, l’alici grossi ‘i vuliti? Sù frischi frischi!” Come rispondere di no a tale delicato invito? Così prendo il mio bravo cartoccio, poi torno indietro con una perfetta piroetta che étoile lèvati: “ma come si puliscono?”.

Non mi ride in faccia perché è comunque un signore, ma io vorrei sprofondare. E vabbé, non le ho mai pulite, e allora? C’è una prima volta per tutto. Così mi mostra i due modi più semplici.

Metodo A, per pesci più piccoli da friggere appena infarinati: prendere la testa, ruotarla e tirare. Viene via tutto in un fiat. Una sciacquata e sono pronti.

Metodo B, se sono più grandi e volete utilizzarli impanati, o impastellati, o magari per un tortino: aprirli lungo il ventre (lui usa il dito, io ho usato un coltellino e ci ho messo il triplo del tempo), staccare la lisca dalla coda e tirare: viene via la testa con le interiora. Il risultato è questo:

E con questo, direi che la ricetta è bell’e fatta. Le ho passate in una pastella simil tempura, composta da 300 g di farina di riso, un pizzico di sale e 200 ml di birra chiara ghiacciata (la ricetta è di Csaba dalla Zorza).

Ho fritto le alici in pastella in olio di semi di girasole, e le ho mangiate al momento, scottandomi le dita e il palato, che si è istantaneamente anestetizzato. Al punto da non accorgermi di avere mangiato anche una malefica codina che mi si è piantata in gola.

Dopo una mezz’ora di tosse, un chilo di mollica di pane, due litri di acqua, alle soglie dell’asfissia, mi decido ad andare al pronto soccorso, dove asportano la codina con una pinza sottile e lunga mezzo metro, che solo a vederla avevo quasi deciso di passare alla storia come “la foodblogger con la codina”, peccato che non sarei stata qui a vedere la mia gloria. 

Per cui, un consiglio: ricordate che la coda delle alici in pastella serve solo per tenerle mentre si mangiano con le mani, come impone il galateo casalingo. 

Alici fritte in pastella

Costolette di agnello affumicate alla birra

Costolette di agnello “non separate”. Ecco, avrei potuto dire “carré”, ma l’apostrofo nei titoli è un disastro e la mia SMM potrebbe sgridarmi per via delle difficoltà nella condivisione, nella parola chiave, nel SEO e BEO e PEO e Deo meo, non se ne può più. Ovvio che scherzo, di tutto questo me ne impipo abbastanza, visto che il mio interesse primario è la condivisione e la soddisfazione nella realizzazione di piatti e ricette che mi ispirano. Continua a leggere “Costolette di agnello affumicate alla birra”

Nero della camorra. Arista di maiale alla birra.

nero

Nero è il colore della paura, del mistero, del segreto.

Nero è anche, però, il magnifico suino di Calabria dalle carni estremamente gustose.

E cosa c’entra la camorra? Il nesso si crea quando Scampia chiama Rende, e Rende risponde.

Scampia è un quartiere di Napoli, tristemente noto per la sua difficile realtà fatta di disoccupazione, criminalità, droga. Ma oggi Scampia è anche rinascita, grazie all’ Officina delle Culture “Gelsomina Verde” che coltiva i terreni confiscati dallo Stato alla camorra e ne ricava prodotti di eccellenza, rivalutando il quartiere e offrendo nuovo opportunità di riscatto e rinascita ai giovani residenti in zona. Continua a leggere “Nero della camorra. Arista di maiale alla birra.”

Stinco di maiale alla birra – piano piano, doce doce

Per preparare lo stinco di maiale alla birra, per onorare degnamente la settimana dedicata al maiale, nel Calendario Italiano del Cibo di AIFB, avrei voluto un bel forno a legna, di quelli di una volta, con i mattoni anneriti dal fumo, per la ricetta.

Purtroppo, mi sono dovuta accontentare di un comunissimo forno elettrico, ma, poiché la temperatura consigliata è di 230°, la riuscita dello stinco di maiale è stata più che soddisfacente.

Anzi, ho abbassato la temperatura e prolungato la cottura, e questo ha reso la carne ancora più morbida e saporita.

Vi propongo la ricetta nella mia variante:

Ingredienti

  • 1 stinco a testa
  • cipolla di Tropea
  • aglio
  • rosmarino, alloro, bacche di ginepro,
  • una patata da 100 gr. circa
  • una carota
  • un gambo di sedano
  • sale
  • pepe nero in grani
  • brodo di carne
  • olio extravergine di oliva  q.b.
  • una grossa noce di burro
  • 1 lattina da 66 cl di birra (ho usato la Adelscott, che ha un gusto molto particolare)
  • tegame capiente con coperchio a tenuta: perfetta la pentola in coccio  

Affettare sottilmente la cipolla.

Farla imbiondire in olio con l’aglio scamiciato, schiacciare quest’ultimo e toglierlo.

Rosolare bene nell’olio molto caldo lo stinco rigirandolo bene in modo da creare una crosticina su tutta la superficie, poi aggiungere il rosmarino, l’alloro, il sale, il pepe, le bacche di ginepro.

Tagliare a pezzettini la patata, la carota ed il sedano ed unire anche questi.

Versare la birra sullo stinco, incoperchiare ed infornare a 200° per due ore circa, girandolo ogni tanto e controllando che il fondo di cottura non si asciughi troppo. Se necessario, aggiungere del brodo di carne.

Controllate la cottura con un termometro a sonda: l’ideale è 75/78° al cuore.

Se non avete il termometro, dopo un’ora e mezza pungete lo stinco di maiale con uno spillone: se rimane asciutto e non esce liquido dal forellino, la carne è pronta.

Frullate il fondo di cottura e servito lo stinco di maiale ricoprendolo con la salsina ottenuta.

Lonza di maiale alla birra

Non tutti amano la birra, se non per accompagnare la pizza. Questa ricetta permette di sfruttarne il gusto particolare e l’aroma, senza la parte frizzante ed alcolica.

Per preparare la lonza di maiale alla birra, prendiamo un pezzo di lonza di maiale (questo era da 700 gr.) e bucherelliamolo (con l’apposito attrezzo, o uno spiedino d’acciaio, o un ferro da calza… fate voi). Mettiamolo a macerare in un contenitore non troppo grande, con una birra (Adelscott, nel mio caso), un rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia, granelli di pepe, timo, maggiorana. Lasciamola in frigo per qualche ora.

Togliamola dalla marinatura ed asciughiamola bene.

Passiamola nella farina e rosoliamola in 50 gr. di burro e 50 di olio, in un recipiente che possa andare anche in forno.

Ora aggiungiamo la marinatura filtrata, sale, una cipolla tagliata sottile e una patata a tocchetti, e mettiamo in forno a 200°, coperta da un foglio di alluminio, per un’ora, controllando ogni tanto che non si asciughi troppo.

Togliamo l’alluminio e lasciamo ancora per 15 minuti, rigirando una volta.

Tagliamo a fette e serviamo con il sugo di cottura frullato.

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