Spiedini di cotechino in salsa piccante di fagioli con mousse di lenticchie

Ricordate la “Giostra dei Sapori” in Expo, i cooking show per Beretta salumi? Ecco la ricetta che ho preparato per l’occasione.

Per iniziare, una piccola premessa:

Il cotechino si distingue dall’altrettanto famoso zampone modenese per il suo contenuto di piccole parti di cotenna di maiale, da cui deriva il suo nome. Richiede, tradizionalmente, l’accompagnamento di legumi, in particolare lenticchie, in segno beneaugurale di prosperità. Per non perdere il significato propiziatorio della ricetta, e dare nel contempo un tocco di modernità, l’ho presentato sotto forma di spiedini impanati e fritti ed accompagnati da una salsa di fagioli al pomodoro e peperoncino ed una mousse di lenticchie al pecorino crotonese. Una sorta di street food in una felice “contaminazione” tra nord e sud.

Preparazione: 15’ + i tempi di lessatura e raffreddamento

Cottura: 15’

Difficoltà: minima

Attrezzatura occorrente:

Per la preparazione: tagliere, coltello per il cotechino, tre piatti per l’impanatura, mixer ad immersione con due caraffe, un contenitore con acqua, tazze, scodelle o piatti per i vari ingredienti, bilancia, cucchiai e forchette, pinza e schiumarola per fritti, tegame alto e stretto per la frittura.

Per la presentazione: sac à poche, piatto piano quadrato, spiedino in legno ed un bicchierino (o scodellina) per la salsa.

Ingredienti per 20 spiedini

  • Un cotechino precotto Beretta da 500 g già lessato e raffreddato
  • 1000 g di farina 00
  • 3 uova medie
  • 200 g di pangrattato
  • 280 g di lenticchie lessate
  • 80 g di panna fresca di latte
  • 100 g di pecorino crotonese grattugiato
  • ½ cucchiaino di fiori di finocchietto selvatico essiccati
  • ½ cucchiaino di salvia essiccata
  • 300 g di fagioli neri o borlotti lessati
  • 160 g di succo di pomodoro in bottiglia da bere (tipo Optimum Yoga o Pomì Juice)
  • un cucchiaino di olio di peperoncino calabrese piccante
  • Olio extravergine di oliva
  • 1/2 lt di olio di semi di girasole

Preparazione

Tagliare il cotechino a metà.

Da ogni metà ricavare, per il lungo, quattro fette e ritagliarne dei bastoncini da 1 cm. circa.

Infilzarvi delicatamente gli spiedini e passarli prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto ed infine nel pangrattato.

Con il mixer ad immersione, tritare le lenticchie con la panna, il pecorino e le erbe aromatiche, fino ad ottenere una mousse cremosa.

Frullare i fagioli con il succo di pomodoro e l’olio al peperoncino aggiungendo, se necessario, poca acqua per ottenere una salsa semiliquida.

Friggere gli spiedini in abbondante olio bollente, scolarli su carta assorbente e sistemarli nel piatto,

accompagnandoli con riccioli di mousse di lenticchie e la salsa di fagioli in un bicchierino.

Ricetta di Anna Laura Mattesini http://eatparadeblog.it/ per “La Giostra dei Sapori” Beretta Expo 2015

La mia Expo è differente.

La mia EXPO
Expo? Si, grazie. No, assolutamente. E’ utile. E’ uno spreco. E’ stata un successo. Che fallimento!

Nell’ambito della piena libertà di pensiero, parola ed espressione, vi dico la mia.

Sono alla quinta visita in Expo e ne prevedo almeno altre due.

Ho avuto la fortuna di essere invitata a diversi eventi, convegni, cookingshow, completamente spesata e, in un paio di occasioni, anche retribuita, ma già dalla prima visita ho pensato che ci sarei andata comunque. In fondo, io nel cibo ci sguazzo, lo studio, lo elaboro, lo manipolo.

E’ la mia passione ed il mio lavoro. Potevo mancare? Però gli oltre 35 euro (non so esattamente la cifra) del biglietto mi sembrano, ad onor del vero, un poco eccessivi. 20 euro andavano più che bene, e li avrei ritenuti ben spesi.

 

La mia EXPO

Premetto che non ho visitato e non visiterò i padiglioni più gettonati: Italia, Giappone, Emirati Arabi, non avranno la mia presenza. Facciamo un veloce calcolo, considerando di arrivare in Expo alle 10: almeno un’ora di fila, mi dicono, all’ingresso. Davanti ai padiglioni più richiesti, le code si aggirano intorno alle 3 ore. Ergo: 10 ore per entrare, visitare tre padiglioni (saltando il pranzo e tenendosi la pipì) e andare via. Per 35 euro? Mi guardo un documentario del National Geographic e faccio prima.

Io ho visitato tutti i padiglioni più sfigati (si può dire?), quelli dove non c’era nemmeno una mosca a svolazzare davanti, non essendoci olezzo di sudore-da-coda-sotto-il-sole a richiamarla.

 

La mia EXPO

Quelli dove giovani hostess e steward ti elargivano sorrisi smaglianti, ti seguivano e ti coccolavano per tutta la durata della visita (in genere molto breve: l’ho detto che sono padiglioni sfigati, si?) e ti riempivano le orecchie di informazioni, le tasche di opuscoli e lo stomaco di assaggini, per invogliarti a far guadagnare qualcosa al loro ristorante.

 

La mia EXPO

E così ho visitato almeno metà dei paesi partecipanti ed ho goduto della visione di meraviglie che probabilmente non rivedrò mai più. In questo, devo dire, l’Expo è stata utilissima. Dal messaggio diretto e preciso della Corea, ai meravigliosi aromi della Thailandia, mi è piaciuto tutto, in particolare lo sforzo che ogni paese ha prodotto per farsi conoscere ed apprezzare.

 

La mia EXPO

Ma il messaggio iniziale? Il cibo per la vita? I suggerimenti e le iniziative per vincere la fame? Le nuove frontiere del cibo, l’ecosostenibilità, la genuinità, l’evoluzione del gusto, la valorizzazione delle risorse, dov’erano? Io non le ho viste.

 

La mia EXPO

Sarà che ci ho un’età e la vista comincia a fare cilecca, sarà che ero distratta dal caos fuori controllo, sarà quel che sarà, io il messaggio non l’ho percepito. Mi è sembrata un bellissimo mercatino un po’ più che rionale, con una grande esposizione di generi alimentari da promuovere.

 

La mia EXPO

A tal proposito, una nota di demerito ai ristoranti: molti piatti, inusuali e al di fuori delle nostre abitudini, sarebbero interessanti, invoglianti e magari anche appetitosi nel loro habitat naturale. In installazioni da autogrill, con le sedie pieghevoli in plastica, risultavano davvero poco appetitosi e spingevano la gente ad andare al McD…, che era sempre pieno. Con buona pace del messaggio.

Poi un ultimo, triste, appunto, ai tanti che hanno boicottato l’Expo dichiarandolo uno spreco di risorse che potevano essere utilizzate per dare da mangiare a tanti affamati. Giusto. Ne parlo  con l’amico milanese anti-Expo che vive ad Arcore, gira con una Lamborghini (lui; la moglie ha una Mercedes con l’autista e la figlia una Ferrari California), e va in vacanza intorno al mondo ogni tre mesi circa (no, non è nemmeno parente di “lui”, ma fa l’avvocato divorzista e magari l’ha avuto tra i clienti): “Forse hai ragione. Tu cosa fai contro la fame nel mondo?” “Béh, sai, vorrei fare, ma non è facile trovare un’istituzione seria, garantita, magari i tuoi soldi poi vanno nelle tasche di chissà chi, e i generi alimentari non li prendono…”

Scusate, ho da fare, vado all’Expo che almeno fa parlare.

Nelle prossime visite, conto di passare in un’altra decina di padiglioni, code permettendo.

Se ci andate, salutatemi il palazzo Italia: io, tanto, in Italia ci vivo tutto l’anno.

Un giro in giostra? Doppio cooking show all’Expo!

Il 22 settembre la vostra Anna Laura andrà a godersi un giro sulla Giostra dei Sapori di Beretta, all’Expo.

In realtà sarò lì per un cooking show, a preparare e spiegare una ricetta a base di cotechino, da fare poi assaggiare ad un centinaio di persone, nello stand Piazza Beretta 1812.

Questa magnifica occasione è stata resa possibile dalla collaborazione tra Beretta e l’ AIFB: l’Associazione Italiana Food Blogger alla quale orgogliosamente appartengo.

Sembrerebbe un impegno gravoso, ad alto livello di ansia. In realtà, sono certa che mi divertirò moltissimo, esattamente come è già successo alle colleghe che hanno partecipato prima di me: Sabrina Fattorini e Daniela Vietri.

La Giostra dei Sapori è un evento che si ripeterà ogni martedì

(QUI il calendario completo).

Ma non finisce qui: Beretta ha organizzato anche il “Gelato Salumato” del giovedì e l’ “Aperitivo Beretta” ogni venerdì, sempre alle 19,30.

giostra 2

Insomma, amici miei, invito tutti coloro che si troveranno in zona Expo il 22 settembre a partecipare all’evento. Io, Beretta e l’AIFB saremo felici di incontrarvi e salutarvi ( e poi un po’ di sostegno morale non mi dispiacerebbe…!!! )