Il profumo del sambuco

Il profumo del sambuco

Il castello di Pizzo Calabro era nato come roccaforte per la difesa della costa e l’avvistamento del nemico. Fu poi utilizzato come fortezza ove venivano rinchiusi i prigionieri: da lì passarono nomi personaggi illustri come Tommaso Campanella, il conte di Cagliostro, Gioacchino Murat.

Ma leggenda vuole che vi risiedesse anche, in volontaria reclusione, una principessa di stirpe Castigliana.

Bianca non era la principessa delle favole; non era bella, non era affascinante. Era nata albina e con arti deformi. E il destino ancor più si accanì contro di lei facendola cadere, quando mosse i suoi primi, incerti passi, nel braciere che le ustionò il viso, lasciandole orrende cicatrici.

Per i primi anni della sua vita ogni tanto veniva condotta in giro, chiusa nella carrozza e con il volto coperto. Fino a quando decise di isolarsi per sempre dal mondo e rinchiudersi in una piccola ala del castello di Pizzo, che divenne la sua dimora.

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