Tubicini al baccala’

Non sono vermicelli perché sono forati, non sono bucatini perché sono più grandi… sono tubicini al baccala’

Ogni tanto tiro fuori la mia vecchia Pastamatic… amo la pasta fatta in casa, ma per alcuni formati ci vogliono le apposite trafile. Per il ragu di baccala’ volevo un formato di verso dai soliti vermicelli.

L’impasto è realizzato con 500 gr. di semola di grano duro e 180/200 gr. di acqua. Stop, niente sale, niente uovo.

Li ho lasciati asciugare su un setaccio per qualche ora, poi li ho cotti per 15 minuti e conditi con il sugo.

Il ragu’ di baccala’ l’ho preparato passando in olio e burro con un peperoncino dei dadini di baccala’, accuratamente dissalato tenendolo tre giorni in frigo immerso in acqua, che ho sostituito più volte al giorno.

Una volta insaporiti i bocconcini, ho aggiunto dei pomodorini ciliegini tagliati in pezzi, un mestolo di acqua, ed ho lasciato cuocere un’oretta.

Nessun altro ingrediente, a parte una spolverata di prezzemolo alla fine; perché rischiare di coprire il gusto del baccala’?

Effettivamente nel piatto c’era il gusto del mare…

La mia pagina su Facebook: EatParadeBlog

…E Norma filava – Pasta con melanzane

Senza nulla togliere alla proverbiale Berta, bisogna riconoscere che anche Norma filava niente male…

Per questa pasta alla Norma un po’ rivisitata, ho utilizzato le melanzane tonde per l’involucro e quelle allungate per il ripieno (sono più saporite).

Ho tagliato la calotta alla melanzana tonda, l’ho svuotata (l’interno l’ho tagliato a fette, impanato e fritto: ottimo secondo!), salata e messa a riposare su di un canovaccio.

Ho tagliato a cubetti la melanzana lunga, l’ho salata e messa anche questa sul canovaccio.

Ho rosolato nell’olio evo una cipolla, due spicchi d’aglio e un peperoncino piccante.

Ho filtrato l’olio e messo a friggere i cubetti di melanzana finchè sono diventati croccanti.

Ho aggiunto polpa di pomodoro e lasciato asciugare il sugo, poi ho condito i tubetti di pasta cotti molto al dente, aggiungendo provolone piccante a dadini.

Ho riempito la melanzana tonda, l’ho avvolta nella pellicola per microonde bucherellata e l’ho cotta per dieci minuti a potenza max.

 

Mi trovate anche su Facebook: EatParadeBlog

Insalata di riso alla greca con tzatziki

Insalata di riso: sembra un piatto banale, ma non lo è.

Basta un pizzico di fantasia.

Carnaroli o Roma? Per questa variante di sapore greco ho utilizzato carnaroli e un po’ di venere, per creare nel piatto un simpatico contrasto.

Cotti al dente e conditi con feta, melanzane, olive verdi e nere, pomodorini e poco olio.

In accompagnamento, la salsa tzatziki realizzata con yogurth rigorosamente greco.

Semplice, no? Ma di grande effetto!

Ecco la ricetta:

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 150 grammi di riso Carnaroli
  • 150 grammi di riso Venere
  • 100 grammi di feta
  • 20 olive verdi denocciolate
  • 20 olive nere denocciolate
  • 1 melanzana di circa 120 grammi
  • 40 pomodorini ciliegini
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Per la salsa tzatziki:

  • 125 grammi di yogurt greco
  • 1 piccolo cetriolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • ½ cucchiaio di aceto bianco

PROCEDIMENTO
Lessare il riso in acqua bollente leggermente salata, scolandolo al dente.
Farlo raffreddare a temperatura ambiente, sparpagliandolo su uno strofinaccio bianco in lino o cotone (non va passato in acqua corrente).
Tagliare a dadini la melanzana e friggerla in olio caldo.
Condire il riso con poco olio extra vergine di oliva e aggiungere i cubetti di melanzana, la feta a dadini, le olive, i pomodorini.
Sbucciate il cetriolo, togliete i semi e grattugiatelo.
Schiacciate la polpa ottenuta in un colino e lasciatela asciugare.
Mescolate lo yogurt con l’aceto e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Spremete lo spicchio di aglio sbucciato con l’apposito attrezzo e aggiungetelo al resto.
Amalgamate il tutto con il cetriolo grattugiato e un pizzico di sale.
A piacere, potete unire poca menta fresca tritata, o erba cipollina.
Servite la tzatziki ben fredda.

 EatParade anche su Facebook!

*Questa ricetta è stata pubblicata nell’ebook “Insalate di riso, pasta & c.” di Libricette.eu, scaricabile gratuitamente QUI.

Vermicelli al ragù di pescespada

Da precedenti preparazioni mi sono avanzati dei ritagli di pescespada. Quale occasione migliore per preparare i vermicelli al ragù di pescespada?

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 gr. di vermicelli
  • 300 gr. di ritagli di pesce spada
  • 250 gr. di salsa di pomodoro
  • basilico, aglio, cipolla, sale, pepe nero
  • olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchierino di gin

Affettate sottilmente la cipolla, tritate l’aglio, e metteteli a soffriggere nell’olio.

Aggiungete i ritagli di pesce spada e fate insaporire.

Versate il gin e lasciate evaporare, poi aggiungete la salsa di pomodoro, il basilico, sale e pepe.

Lasciate cuocere a fuoco vivace per cinque minuti, poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire fino a quando il sugo si sarà ristretto.

Condite i vermicelli cotti al dente e spolverate di prezzemolo.

Pasta al forno “pasticciata”

Un piatto svuotadispensa e svuotafrigo, sempre gradito da grandi e piccoli:

la pasta  al forno “pasticciata”!

Si utilizzano avanzi di pasta, di qualunque formato, resti di formaggi tagliati a dadini, un po’ di salsa di pomodoro con un soffritto veloce, lasciata asciugare mentre la pasta cuoce. Si mescola tutto insieme e si inforna, con una spolverata di pepe e di parmigiano.

Poi ci si arma di forbice, per tagliare l’intrico di formaggi filanti… ma quant’è buona!

Paccheri con salsiccia e tartufo

La ricetta originale dei paccheri con salsiccia e tartufo è di mio figlio, che cucina meglio di me (non che ci voglia molto).

Non so se esserne orgogliosa o invidiosa… Per ora lo batto sui dolci, ma solo perché la pasticceria è una scienza esatta, e lui invece ama variare, modificare e sperimentare.

La leggenda narra che questo piatto è nato, come spesso succede, da un’apertura di frigorifero con relativo esame del contenuto e conseguente esclamazione: “e mo’ che ci faccio con la salsa al tartufo del cestino natalizio? E con la salsiccia rimasta dall’ultima grigliata?”

I paccheri di Gragnano lanciano un richiamo dall’interno della dispensa.

E quindi non resta che sbriciolare la salsiccia (meglio se leggermente piccante) e soffriggerla nel suo stesso grasso, cuocere i paccheri al dente, scolarli e condirli con la salsiccia e la salsa al tartufo sciolta in poca acqua di cottura ed aggiunta all’ultimo momento.

Semplice, no? Ma davvero squisita, garantito.

 

Nidi di tagliolini con cozze e crema di fagioli

Un piatto che unisce l’estate in arrivo all’inverno che ancora non ci vuole lasciare del tutto… Che sia questa la primavera?

Mettere a mollo per 24 ore i fagioli in acqua salata con un peperoncino sminuzzato e delle foglie di alloro.

Impastare 3 tuorli d’uovo con 300 gr. di farina, un cucchiaino di sale e mezzo bicchiere di acqua. Lasciare riposare l’impasto per un’ora avvolto in un canovaccio, poi stenderlo e ricavarne i tagliolini.

Lavare bene le cozze e farle aprire in un tegame coperto.

Preparare un soffritto con olio evo, cipolla, sedano, carota.

Insaporire velocemente nel soffritto i fagioli, poi aggiungere l’acqua di ammollo e un cucchiaino di concentrato di pomodoro. Lasciare cuocere per circa 40 minuti, finché si ammorbidiscono. Passarne una parte al setaccio ed ammorbidire la purea ottenuta con un po’ del  condimento di cottura.

Scolare i restanti fagioli e metterli da parte, aggiungere acqua al liquido rimasto, portare a bollore e cuocere i tagliolini.

Negli ultimi tre/quattro minuti di cottura aggiungere le cozze.

Scolare il tutto ed impiattare creando un nido con i tagliolini da poggiare sul fondo di puré, guarnire con le cozze ed i fagioli.

Tagliatelle tartufate in cestini di pasta fillo

Ogni tanto si va a frugare nei meandri più reconditi del congelatore, nella speranza di un’illuminazione divina che risolva il problema del pranzo.
Stamattina ho trovato i resti di un esperimento mal riuscito di pasta fillo (ricetta presa da QUI ).La ricetta è senza dubbio validissima, ma io non sono riuscita a ricavarne quadrati abbastanza grandi da fare non dico un involtino primavera,
ma nemmeno un fagiolo ricoperto.

Poi ho trovato un vasetto con un misero avanzo di condimento ai porcini e tartufo utilizzato poco tempo fa (porcini trifolati,
un dadino di tartufo rimasto). Avevo qualche legittimo dubbio sulla riuscita del tartufo, una volta scongelato, (difficile lamellare un tubero molliccio), e poi il tutto era insufficiente per quattro porzioni.

Non volevo aggiungere ulteriori sapori, e poi non avevo granché in dispensa.

Allora ho impastato delle tagliatelle, ho frullato il condimento di cui sopra e l’ho aggiunto all’impasto.
Ho creato degli artistici puzzle con i tasselli di fillo, ci ho schiaffato dentro le tagliatelle condite con burro e scaglie di parmigiano, ed ho passato il tutto velocemente sotto il grill. Risultato: mi hanno chiesto di rifarle al più
presto. Questo vuol dire:

A) Rifare il risotto con porcini e tartufo, ed abbondare con il condimento;

B) Rifare la pasta fillo, e sbagliarla (questo mi riesce bene);

C) Rifare la sfoglia a mano (e questo comporterà un improvviso attacco
artritico, perché non ricordavo che fosse così faticoso).