Il profumo del sambuco

Il profumo del sambuco

Il castello di Pizzo Calabro era nato come roccaforte per la difesa della costa e l’avvistamento del nemico. Fu poi utilizzato come fortezza ove venivano rinchiusi i prigionieri: da lì passarono nomi personaggi illustri come Tommaso Campanella, il conte di Cagliostro, Gioacchino Murat.

Ma leggenda vuole che vi risiedesse anche, in volontaria reclusione, una principessa di stirpe Castigliana.

Bianca non era la principessa delle favole; non era bella, non era affascinante. Era nata albina e con arti deformi. E il destino ancor più si accanì contro di lei facendola cadere, quando mosse i suoi primi, incerti passi, nel braciere che le ustionò il viso, lasciandole orrende cicatrici.

Per i primi anni della sua vita ogni tanto veniva condotta in giro, chiusa nella carrozza e con il volto coperto. Fino a quando decise di isolarsi per sempre dal mondo e rinchiudersi in una piccola ala del castello di Pizzo, che divenne la sua dimora.

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Gelato al sambuco e l’estate non finisce mai

Gelato al sambuco

Piove e fa freddo. In molti direbbero: era ora! Effettivamente l’estate ci ha regalato giornate torride, afose, al limite della sopportazione.

Io, al contrario, dico: uffa! Il caldo lo sopporto benissimo, anzi, lo amo. In compenso, odio il freddo e la pioggia.

E così ho deciso di ignorare i segnali provenienti dall’esterno e mi regalo un gelato al sambuco, estivo che più estivo non si può! Continua a leggere “Gelato al sambuco e l’estate non finisce mai”

U pani i maju, il pane calabrese ai fiori di sambuco

Ah, la meravigliosa fioritura del sambuco! Ogni anno aspetto questo periodo per iniziare la raccolta dei fiori, piccoli e bianchi, che serviranno per preparare sciroppi e infusi.

Più avanti sarà il turno delle bacche, per confetture e liquori.

Attenzione, però: è facile confonderlo con il suo cugino cattivo, amaro e tossico. QUI trovate tutte le informazioni utili.

sciroppo frizzante

Con i fiori di sambuco si preparano anche dolci squisiti, come il pan de’ mej, di cui si parla oggi sul Calendario del Cibo Italiano.

In Calabria i fiori di sambuco sono invece utilizzati, in particolare nel lametino, per “u pani i maju“, uno strepitoso pane che spesso viene arricchito da olive, pomodori secchi, peperoncino, o dagli scarafogli, che sono i residui della bollitura del grasso di maiale, conosciuti anche come ciccioli in altre zone.

U pani i maju

  • 300 g di semola rimacinata di grano duro
  • 200 g di farina Manitoba
  • 350 ml di acqua
  • 5 g di lievito di birra
  • 10 g di sale
  • 20 g di olio
  • 30 g di fiori di sambuco sciacquati e lasciati asciugare una notte.
  • 50 g di olive verdi 
  • 50 g di pomodori secchi
  • un pizzico di peperoncino in polvere

Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua a temperatura ambiente nella ciotola della planetaria, poi aggiungete alternativamente la farina e la restante acqua, con il motore dell’impastatrice al minimo.

In ultimo unite il sale e l’olio.

Coprire con pellicola e lasciate riposare per 12/15 ore in frigo.

Spargete della semola sulla spianatoia e versatevi l’impasto, che sarà piuttosto molle.

Date qualche giro di pieghe e pirlate, ricomponendolo a pagnottella, poi depositatelo in una ciotola leggermente unta e lasciate riposare coperto da pellicola a temperatura ambiente, fino al raddoppio.

Stendetelo sulla spianatoia a rettangolo e cospargetelo con i fiori di sambuco mescolati al peperoncino, poi distribuite le olive e i pomodori a pezzettini.

Arrotolate e rimettete a lievitare sulla teglia coperta di carta forno, o su uno stampo come QUESTO.

Dopo un paio d’ore portare il forno a 200 °C ed infornate u pani i maju. Dopo dieci minuti abbassate la temperatura a 180 °C e proseguire la cottura per 40/45 minuti.

Blinchicki, la versione dolce dei blinis.

blinchicki

Che i blinchicki siano la versione dolce dei blinis, l’ho scoperto leggendo l’ultimo, fantastico, libro dell’MTChallenge: “Crêpe is the new black“, edito da Feltrinelli/Gribaudo, con testi di Alessandra Gennaro, foto di Paolo Picciotto e grafica di Mai Esteve. E contenente una mia ricetta, tra le altre (momento autocelebrativo).

Confesso che anche sui blinis, non è che avessi le idee tanto chiare. Sapevo, più o meno, di cosa si trattasse. Ecco, quantomeno non li confondevo con uno strumento musicale, come è successo con i tiganites che trovate QUI. Continua a leggere “Blinchicki, la versione dolce dei blinis.”

Confettura di sambuco alla grappa

La confettura di sambuco non è gradita a tutti, per il suo gusto lievemente acidulo.

A me piace molto perché non sono un’amante del dolce; per renderla piacevole anche ai miei ospiti, l’ho ingentilita con un tocco di vaniglia e ne ho esaltato il sapore con l’aggiunta finale della grappa.

Il risultato è stato davvero strepitoso. E’ tuttavia molto importante, per la perfetta riuscita e per non renderla davvero troppo aspra, scegliere le bacche di sambuco perfettamente mature. Continua a leggere “Confettura di sambuco alla grappa”

Hugo e io. L’inizio di un nuovo amore.

Hugo

Hugo, mio adorato, perchè non ti ho incontrato prima?

No, tranquilli, il Doc può dormire sonni tranquilli e passare senza problemi sotto le porte più basse.

Hugo non è un uomo, non è un profumo, non è un boss.

E’ un aperitivo.

E oggi che il Calendario del Cibo Italiano dedica un articolo proprio agli aperitivi, ho deciso di presentarvelo.

Ideato nel 2005 come alternativa allo spritz da Roland Gruber, barman di Naturno in provincia di Bolzano, l’Hugo originale comprendeva tra i suoi ingredienti lo sciroppo di melissa, in seguito sostituito dallo sciroppo di sambuco, più facilmente reperibile. Continua a leggere “Hugo e io. L’inizio di un nuovo amore.”

Sciroppo frizzante di fiori di sambuco

sciroppo di sambuco

“Sciroppo” è per me una di quelle parole particolarmente evocative.

Nel crutìn di mia nonna, che in dialetto andornese (Andorno Micca, provincia di Biella, patria di Pietro Micca e del ratafià) indica una piccola grotta, una cantinola, un ripostiglio, erano sempre presenti quei liquidi colorati che per me avevano un che di magico, mi facevano pensare a benefiche pozioni dai poteri inaspettati.

Bianchi, gialli, arancioni, rossi, verdi, azzurrini. Limpidi o lattiginosi, a volte con erbe e frutti annegati al loro interno, venivano usati con parsimonia, qualche goccia in un bicchierone d’acqua per dissetare, ma a volte anche per curare. Continua a leggere “Sciroppo frizzante di fiori di sambuco”